canova-stegip-4-communication

Gli oggetti promozionali per il merchandising dei bookshop

L’importanza che si cela dietro il gadget inteso come oggetto d’arte

Può un semplice gadget trasformarsi in una vera e propria opera artistica? È una domanda che solo in apparenza può sembrare sciocca, semplicemente perché quello dell’arte è un concetto molto particolare. Un concetto dove non sempre la mera forma riesce a rappresentare la complessità della sostanza.

È un po’ il “paradosso dell’estintore”, che il critico Bryan O’Doerthy ha raccontato con magistrale bravura: vi siete mai chiesti perché chi visita un museo può scambiare questo oggetto comune per un’opera? Perché c’è un contesto che modifica la percezione dell’individuo.

E la sfida di chi si occupa della realizzazione dei gadget promozionali è proprio questa: prendere un oggetto come una banale tazza e fargli superare quel limite che l’estintore riesce facilmente a scavalcare (pur non meritandoselo). E fare tutto questo nel bookshop di un museo, di una galleria o di una mostra d’arte.

La PTO, i bookshop e la sfida dell’arte

Trattasi dunque di una sfida, perché – al contrario dell’estintore – una tazza con una stampa artistica si trova in un vero e proprio shop. Quindi un luogo che una persona approccia già con uno spirito diverso, più “normale” e meno votato ai fraintendimenti dell’arte. Proprio per questa sua difficoltà, però, la sfida si fa entusiasmante e spinge le aziende come la Stegip 4Communication alla progettazione, allo sviluppo e alla ricerca di idee che possano essere davvero innovative.

Al punto da “sguinzagliare” i migliori scout del proprio staff, con una mission ben precisa: trovare un’idea che gli altri non hanno ancora avuto, o prendere un oggetto quasi banale e trasformarlo con una particolare grafica, per renderlo unico ed esclusivo. Forse la seconda è la mission più complicata, perché si parte da una sorta di svantaggio.

Complicata ma comunque non impossibile da vincere, perché le idee buone ci sono sempre: attendono soltanto qualcuno in grado di coglierle, come un fiore che sboccia in una distesa desertica.

Gli esempi papabili non mancano di certo, e non si limitano alla tazza con la stampa artistica, che pure ha un suo grande perché. Si fa riferimento ad altri casi di oggettistica promozionale intrisa d’arte, come le agendine, i segnalibri e persino le cartoline.

E se si va oltre il quotidiano della PTO, ecco le calamite da attaccare al frigo, insieme ai quaderni per gli appunti. Non potremmo poi dimenticarci di altri oggetti da personalizzare con una stampa raffigurante un’opera d’arte: qui si ritorna al classico, e si chiamano in causa oggetti come le matite e le borse shopper.

Conclusioni

Può un semplice bookshop diventare un “piccolo museo nel museo”? La risposta è sì, a patto di scegliere dei gadget che sappiano incarnare lo spirito dell’arte, perché il visitatore cerca proprio quello.

In tal caso, dunque, un oggetto apparentemente ordinario può diventare straordinario, se inquadrato in un negozio all’interno di un museo, di una mostra o di una galleria. E la sfida continua, perché chi si occupa di PTO non smette mai di cercare nuove soluzioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *