Da oggetto sacro a gadget promozionale

Oggi tutti noi ne abbiamo in casa almeno uno. Alle volte due, tre, addirittura quattro. Perché in fondo l’ombrello, quando il tempo comincia a fare le bizze, diventa a tutti gli effetti il nostro migliore amico. Un vero e proprio salvatore della patria, perché non c’è acquazzone in grado di penetrarlo, non c’è pioggia capace di scivolargli attraverso.

E la promozione tramite oggetto ha dato nuova verve a questo arnese così curioso, al punto da averne fatto uno dei gadget promozionali più diffusi, a Roma e non solo. Eppure, in realtà, l’ombrello non nasce come laico parapioggia, ma come sacro parasole. Vediamo quindi di studiare le origini e l’evoluzione di questo prodotto che oggi possiamo trovare ovunque.

Le origini sacre dell’ombrello

In pochi sanno che l’ombrello, almeno agli inizi, veniva usato per uno scopo totalmente diverso da quello attuale. Sebbene l’inventore di questo oggetto sia sconosciuto, da fonti storiche sappiamo che inizialmente venne utilizzato soprattutto in India, nell’antica Cina e in generale in Asia.

L’ombrello era una questione sacra, non potevano di certo sfruttarlo tutti, in quanto serviva per riparare la delicata figura dei re o degli imperatori dal sole. In altre parole, era “roba da ricchi”, un vero e proprio status symbol che separava i potenti per concessione divina dai poveri mortali.

E soprattutto veniva sempre realizzato a mano dai migliori artigiani, usando tessuti di lusso come la seta, ai quali si aggiungevano anche pietre preziose a profusione. In sintesi, un semplice ombrello avrebbe potuto sfamare una città per mesi.

Poi nell’Ottocento gli ombrelli iniziarono a “democratizzarsi”, ma ancora una volta con il ruolo di parasole, di lusso, e “indossato” dalle dame in abbinamento ai vestiti. Un oggetto di moda, dunque. Ad un certo punto venne addirittura impiegato come arma di difesa dal gentil sesso!

Come ultima invenzione vediamo l’ombrello reversibile, l’ombrello dell’era moderna che consente la sua chiusura evitando il fastidioso propagarsi di acqua raccolta durante la pioggia.

L’ombrello e la PTO ai giorni nostri

Oggi basta aspettare una giornata di pioggia, uscire di casa e ammirare una pletora di venditori ambulanti armati di centinaia di ombrelli, offerti al modico prezzo di 5 euro. Questo arnese è a tutti gli effetti decaduto, ha perso il suo ruolo sacro, anche se viene ancora usato per riparare il Papa dalla violenza dei raggi UV.

Di contro, c’è la promozione tramite oggetto che può restituirgli almeno un pizzico di quel prestigio oramai perduto. Oggi gli ombrelli sono i gadget aziendali più venduti a Roma, in inverno e sotto Natale, grazie ad aziende come Stegip, specializzate nella personalizzazione di questi e tanti altri prodotti.

Anche se magari non sono esattamente l’ideale come strenna natalizia, in realtà questi gadget mantengono comunque un potenziale di marketing notevole. Un’azienda può infatti regalarli ai clienti, o ai dipendenti, e ottenere un effetto deflagrante quando fuori piove.

Per capirlo, basta immaginarsi la scena: chi ha ricevuto quel regalo lo apre per ripararsi dall’acquazzone, e il marchio stampato si dischiude come un fiore, chiarendo a tutti qual è il brand che l’ha prodotto o personalizzato. In conclusione, ora il vero re non si trova più sotto, ma stampato a fuoco sull’ombrello.

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